Ciò che abbiamo dietro le nostre spalle e ci sostiene in ciò che facciamo quando ci associamo

Ciò che abbiamo dietro le nostre spalle e ci sostiene in ciò che facciamo quando ci associamo

A cura della dott.ssa Diletta Evangelisti- Architetto e designer, storico umanista

Questo breve dialogo nato a seguito di un dibattito sul tema di una ricerca pubblicata il gennaio 2025 da Current Research in Ecological and Social Psycology atta ad esplorare l’influenza duratura della civiltà romana sul carattere macro psicologico delle regioni tedesche, Roman Rule Explains Regional Well-Being Divides in Germany, condotta da una equipe internazionale di studiosi tedeschi, austriaci, inglesi, olandesi, statunitensi, australiani. E’ utile e serve a mostrare ciò in cui credo fermamente, cioè che il percorso di civiltà e di appartenenza è cominciato migliaia di anni fa e che questo percorso continua da allora con il fine della coesione e della reciprocità in tutti gli aspetti che ci coinvolgono.

Questa ricerca indaga i caratteri macro psicologici che sono prodotti in ogni territorio partendo da quella che è definibile anche come psiche collettiva della popolazione, per arrivare a caratteri macro psicologici di un intero Paese , di città e paesi. La ricerca ha come basi le aree della Germania che furono integrate nell’impero romano con quelle rimaste al di fuori. Le prime rivelazioni mostrano tratti di personalità piu’ adattivi, su un modello Big Five, oltre ad una migliore salute e benessere psicologico.
Questo modello tassonomico descrive cinque tratti della personalità che sono stabili nel tempo. I risultati informano che sul territorio esiste un segno, il Limes Germanicus
che continua ad influenzare le differenze regionali.

La rappresentanza di un diritto o di un insieme di persone associate è una conquista che arriva dall’esperienza diretta sul territorio nella sua organizzazione a seguito di un lungo periodo. Non è sufficiente a spiegare il percorso. E’ sul Territorio che sono state fatte delle scelte e le persone si sono aggregate sviluppando dei modelli sociali di partecipazione a seguito di quelle scelte. Noi non siamo quel solo Tecnologia che sentiamo oggi, siamo quello che arriva da non aver mollato mai la presa sulla Logica che ha necessità dell’esperienza diretta per diventare strumento, talmente tanto che addirittura istituzioni come la Chiesa raggiungono nel tempo dopo estenuanti contrasti degli accordi con la medesima Scienza.
Se non si parte da una appartenenza come si fa a portare il messaggio ad altri che arrivano da percorsi differenti, ad interloquire e ad arrivare ad un incontro comune per affrontare tra differenti paesi e culture conscie di essere sul medesimo pianeta e volenterose di trovare il modo di camminare insieme sul piano internazionale?

L’Associazionismo parte dal legame con il territorio, da quello con le persone e da quello con l’intera comunità, lo scopo è perseguire la ricerca di un percorso o visione sul piano politico del diritto, della conoscenza e dello sviluppo delle relazioni , avere strumenti insieme per riconoscere ogni punto di questa società e la civiltà che ha guidato questo percorso e nella quale siamo riusciti a rappresentare il sostegno alla salute, dal diritto di sopravvivere a quello di vivere e vivere con il massimo della dignità , cure e/o reciproco sostegno.
Questi sono appunti non ordinati cronologicamente, pensieri sparsi che spero possano risvegliare in ciascuno di noi la curiosità e la voglia di conoscere e capire.
Nell’antichità, durante la fase iniziale della formazione delle comunità su territori molto ampi come accadde nella società arcaica romana, ancora influenzata dagli Etruschi i rapporti sociali erano dominati da due gruppi principali di origine agricola: da una parte una classe dirigente e politica, dall’altra la plebe, considerata solo funzionale.

Quando però quest’ultima iniziò a crescere economicamente, rivendicò il diritto alla terra: fu il primo passo verso un’appartenenza non più fondata su nascita o casta, ma su un diritto acquisito. A partire da questo diritto alla terra, nacque anche un nuovo modo di essere sulla terra: mettere radici, vivere stabilmente con la propria famiglia, difendere quel luogo. Questa esigenza contribuì alla nascita di un sistema collettivo, fondato su regole condivise, che aveva al centro la famiglia e la sua capacità di produrre e difendere. Le legioni romane, per esempio, viaggiavano con famiglie, animali e provviste, e costruivano accampamenti che divenivano nuclei stabili sul territorio.

I soldati di Giulio Cesare, una volta congedati, ricevevano appezzamenti di terra nei dintorni di Bologna. Ancora oggi, guardando dall’alto (ad esempio in aereo), si possono distinguere le centurie suddivisioni agrarie dell’epoca romana che corrispondono ancora ai confini catastali dei poderi attuali. Questo rappresenta una delle prime spinte verso la nascita di una vera comunità politica, capace di articolarsi nei suoi diversi livelli sociali e giuridici, un processo che continuerà con la formazione dei Codici di Diritto.

Tra gli strumenti che hanno favorito questo sviluppo c’è anche un’eredità greca: i luoghi dove si esprime la volontà collettiva, come il Senato. Oggi, i rappresentanti del popolo sono un riferimento non solo per i singoli cittadini, ma anche per le categorie e le associazioni. Questo lungo cammino iniziato migliaia di anni fa è un processo continuo di riconoscimento e rappresentanza nella comunità.

L’associazionismo, da queste radici, ha portato a una delle grandi competenze italiane: il saper fare, che dalle prime manifatture sui materiali arriva fino all’industria chimica, passando per le Botteghe. Questi spazi erano luoghi di formazione e trasmissione, vere e proprie scuole di pubblica utilità.
Anche l’Arte era considerata un bene comune: nelle botteghe dell’Arte, si tramandavano saperi, ma si saliva anche verso un’idea più alta, quasi verticale. L’Arte diventava un’elevazione, un modo per costruire la “Città Ideale”, che lega i Signori del Rinascimento fino a noi.
E a voi, che siete istruiti e visitate mostre in ogni parte del Paese, voglio dire: la Salute passa anche attraverso l’Arte.

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