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Domande frequenti
Si può curare?
L’eczema cronico delle mani può e deve essere curato in modo adeguato, poiché una gestione corretta è essenziale per controllare i sintomi, prevenire le riacutizzazioni e migliorare la qualità di vita. L’approccio terapeutico all’eczema cronico delle mani è di tipo graduale (multistep) e può variare in base alla gravità e all’estensione della malattia, alla forma clinica e alle eventuali comorbilità, oltre che alle preferenze del paziente. A tutti i pazienti, indipendentemente dalla severità e dalla forma clinica della malattia, si raccomanda di applicare creme emollienti più volte al giorno, di lavarsi le mani con detergenti delicati e di eliminare o ridurre, quando possibile, l’esposizione a fattori irritativi e allergici. La terapia farmacologica di prima linea si basa sull’applicazione di creme o unguenti ad attività antinfiammatoria, come i corticosteroidi topici e gli inibitori della calcineurina. Questi farmaci possono essere utilizzati secondo diverse modalità (al bisogno oppure in modo continuativo), in base al quadro clinico del paziente.
Nelle forme che non rispondono adeguatamente agli steroidi topici può essere prescritto Delgocitinib, un farmaco topico ad azione antinfiammatoria recentemente approvato, caratterizzato da elevata efficacia e buon profilo di sicurezza. Nelle forme refrattarie alle terapie topiche può essere preso in considerazione l’uso di farmaci ad azione sistemica, somministrati per via orale o tramite iniezioni. Questi trattamenti sono generalmente efficaci, ma presentano un profilo di sicurezza meno favorevole rispetto alle terapie topiche e richiedono un attento monitoraggio medico.
Si può prevenire?
Rispondere in maniera specifica richiede di capire cosa lo ha provocato. Prima però è necessaria una diagnosi clinica corretta perché sotto tale nomenclatura finiscono una serie di patologie dermatologiche che richiedono una fine diagnosi differenziale. Se si tratta di un vero eczema cronico delle mani si può curare e attualmente esistono molecole innovative come un inibitore di JAK, specifico per tale patologia.
Quali attenzioni sono necessarie per chi soffre di eczema cronico delle mani?
Per gestire efficacemente l’eczema cronico delle mani e ridurre la frequenza delle riacutizzazioni è fondamentale adottare una strategia sistematica di protezione e cura quotidiana, in quanto la cute ha una barriera compromessa che non riesce più a trattenere l’idratazione né a respingere gli agenti esterni. È importante partire dalla detersione, cercando di limitare i lavaggi delle mani solo quando necessario, utilizzando acqua tiepida e detergenti non aggressivi (syndet o oli detergenti) che non alterino il film idrolipidico della pelle, facendola seguire da accurata asciugatura. Le mani devono essere sottoposte a protezione costante, indossando per i lavori domestici o professionali guanti di cotone bianco sotto i guanti in gomma o nitrile/vinile senza talco, evitando il contatto diretto con agenti irritanti. Va frequentemente ripristinata la barriera cutanea con applicazione di creme emollienti specifiche più volte al giorno, specialmente dopo ogni lavaggio, prediligendo formulazioni prive di profumi, conservanti o coloranti per minimizzare il rischio di allergie da contatto. Per una riparazione profonda, applicare uno strato generoso di crema emolliente prima di dormire e indossare guanti di cotone per tutta la notte. E’ infine fondamentale individuare precocemente eventuali allergeni da contatto e, nel caso si sospetti una dermatite allergica da contatto, allestire adeguati patch test, evitando poi rigorosamente il contatto con gli allergeni individuati.
L’eczema cronico delle mani passa da solo?
L’eczema cronico delle mani tende a persistere nel tempo. Studi recenti hanno evidenziato che, anche a 5 anni dall’esordio, circa il 65% dei pazienti continua a presentare segni clinici di malattia. La durata e la persistenza dell’eczema risultano influenzate negativamente da diversi fattori, tra cui l’estensione e la gravità iniziale del quadro clinico, la presenza di comorbilità (in particolare la dermatite atopica) e l’esposizione continua ad allergeni in ambito professionale e ambientale. Considerata la natura cronica della condizione e il significativo impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti, è fondamentale avviare tempestivamente un percorso diagnostico-terapeutico specialistico dermatologico.
