Il termine biosimilare indica un medicinale simile a un farmaco biologico di riferimento (originatore), già autorizzato nell’Unione Europea, di cui sia scaduta la copertura brevettuale. Il concetto di “medicinale biologico simile” è stato introdotto nella legislazione dell’Unione Europea dalla direttiva 2001/83/CE e successive modificazioni. Negli anni 2012 l’Agenzia europea per i medicinali (EMA, dall’inglese European Medicine Agency) ha diffuso vari documenti riguardanti i farmaci biosimilari nei quali viene ribadito che per medicinale biosimilare si intende un medicinale sviluppato in modo da risultare simile a un medicinale biologico che è già stato autorizzato e che viene definito “medicinale di riferimento”.
APPROFONDIMENTO
Il termine biosimilare indica un medicinale simile a un farmaco biologico di riferimento (originatore), già autorizzato nell’Unione Europea, di cui sia scaduta la copertura brevettuale. Il concetto di “medicinale biologico simile” è stato introdotto nella legislazione dell’Unione Europea dalla direttiva 2001/83/CE e successive modificazioni. Negli anni 2012 l’Agenzia europea per i medicinali (EMA, dall’inglese European Medicine Agency) ha diffuso vari documenti riguardanti i farmaci biosimilari nei quali viene ribadito che per medicinale biosimilare si intende un medicinale sviluppato in modo da risultare simile a un medicinale biologico che è già stato autorizzato e che viene definito “medicinale di riferimento”.
Il principio attivo di un biosimilare e quello del suo medicinale di riferimento sono, di fatto, la stessa sostanza biologica, anche se possono essere presenti differenze minori dovute alla loro natura complessa e alle tecniche di produzione.
Un biosimilare e il suo prodotto di riferimento non sono identici, ma essenzialmente simili in termini di qualità, sicurezza ed efficacia. Esiste la possibilità che, in taluni casi, il farmaco biosimilare possa essere derivato da processi produttivi più innovativi rispetto a quelli del farmaco di riferimento, tali da far sì che il prodotto biosimilare presenti profili di qualità, (per esempio in termini di impurezze), persino migliori rispetto all’originatore. Inoltre, come il medicinale di riferimento, il biosimilare presenta un certo grado di variabilità naturale.
Da questi presupposti ne deriva che un ruolo critico del processo di valutazione di un biosimilare è rappresentato dalla comparazione del suo profilo di qualità rispetto a quello dell’originatore, mediante lo svolgimento di analisi “testa a testa”. Tale disamina precede la valutazione comparativa della sicurezza e dell’efficacia poiché solo il soddisfacimento dei tre aspetti nella loro totalità consentirà al farmaco biosimilare di essere autorizzato.
Nell’Unione Europea, tutte le domande di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) di medicinali biologici, incluse quelle per i biosimilari, sono esaminate dall’EMA attraverso un tipo di procedura al termine della quale l’autorizzazione all’immissione in commercio è valida in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. Punto critico del processo è proprio costituito dalla valutazione della comparabilità dei farmaci a livello di qualità, sicurezza ed efficacia. Per quanto riguarda la qualità, gli esperti del CNCF hanno partecipato attivamente a gruppi di lavoro a vario livello nell’ambito EMA per valutare le potenzialità applicative di approcci statistici sviluppati ad hoc che tengano conto della complessità del problema.
L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) chiarisce in un Position Paper che, per quanto riguarda l’iter registrativo, in Italia, in considerazione del fatto che il processo di valutazione della biosimilarità è condotto, dall’EMA e dalle Autorità regolatorie nazionali, al massimo livello di conoscenze scientifiche e sulla base di tutte le evidenze disponibili, non sono necessarie ulteriori valutazioni comparative effettuate a livello regionale o locale.
L’AIFA chiarisce, inoltre che medicinali biologici e biosimilari non possano essere considerati come dei medicinali generici o equivalenti escludendone, quindi, la vicendevole sostituibilità terapeutica automatica. l’AIFA considera i biosimilari come prodotti intercambiabili con i corrispondenti originatori di riferimento poiché il rapporto rischio-beneficio dei biosimilari è il medesimo di quello degli originatori di riferimento.
Tale considerazione vale tanto per i pazienti naïve (che non sono mai stati trattati), quanto per i pazienti già in cura. La scelta di prescrivere una cura con un farmaco biologico di riferimento o con un biosimilare rimane sempre una decisione affidata al medico specialista al quale è anche affidato il compito di contribuire a un utilizzo appropriato delle risorse ai fini della sostenibilità del sistema sanitario e la corretta informazione del paziente sull’uso dei biosimilari.
L’applicabilità dei principi generali ai singoli prodotti e/o alle singole categorie terapeutiche descritti nel Position Paper, potrà essere riconsiderata dall’AIFA in base al tempo di commercializzazione dei medicinali, delle evidenze scientifiche acquisite, del numero di pazienti trattati nella pratica clinica, nonché dei dati acquisiti nel tempo.
Tale posizione, condivisa anche da altre autorità regolatorie europee, è in fase di continuo aggiornamento in funzione di elementi scientifici emersi nel tempo. Da sottolineare in tal senso, quanto espresso nella linea guida Biosimilars in the EU – Information guide for healthcare professionals proprio a supporto di comportamenti da tenere a livello del singolo paese.
FAQ
1) Che cos’è un farmaco biologico? È un medicinale derivato da fonti biologiche, come micro-organismi, cellule animali o cellule umane. I medicinali biologici hanno una struttura molecolare più complessa di un medicinale non biologico prodotto chimicamente e sono approvati per la cura o la prevenzione di molte malattie quali, ad esempio, malattie infiammatorie, autoimmuni, neurologiche e degenerative, insufficienza renale cronica, tumori, ecc.
2) Che cos’è un farmaco biosimilare? Un medicinale biosimilare è un medicinale biologico altamente simile a uno già approvato di cui è scaduto il brevetto.
3) I biosimilari hanno un profilo di qualità, efficacia e sicurezza simile al medicinale di riferimento? Assolutamente sì. Per essere autorizzato, un medicinale biosimilare deve dimostrare qualità, efficacia e di sicurezza sovrapponibili a quelle del medicinale di riferimento.
4) La modalità di somministrazione di un biosimilare è la stessa di quella del suo prodotto di riferimento? Sì. Un medicinale biosimilare deve avere la stessa modalità di somministrazione del biologico originatore.
5) Perché i biosimilari sono simili e non identici al medicinale di riferimento? Tutti i medicinali biologici (quindi anche i biosimilari) sono molecole proteiche complesse, prodotte in laboratorio all’interno di sistemi viventi (come le cellule): pertanto, il processo di produzione può determinare minime differenze che si rilevano anche tra i diversi lotti di uno stesso medicinale biologico, sia originatore sia biosimilare. Tuttavia, queste differenze non ne modificano l’efficacia e la sicurezza.
6) È possibile sostituire un biologico con un biosimilare (cosiddetto “switch”)?
Sì, il medico può decidere sia di avviare una nuova terapia direttamente con il farmaco biosimilare, sia di sostituire in corso di trattamento il biologico con il suo rispettivo biosimilare (e viceversa), fornendo sempre al paziente le informazioni necessarie. Non ci sono basi scientifiche per ritenere che potrebbero verificarsi reazioni avverse a causa del passaggio da un medicinale all’altro.
7) Il farmacista può sostituire il medicinale prescritto dal medico con un suo biosimilare (sostituibilità automatica) come avviene per i medicinali equivalenti? No, né il farmacista né il paziente possono cambiare la prescrizione del medico.
8) I farmaci biosimilari possono causare reazioni avverse diverse rispetto a quelle dei biologici di riferimento? No. Le possibili reazioni avverse previste sono simili a quelle associate al medicinale di riferimento.
9) Sul foglio illustrativo di ogni biologico, sia originatore sia biosimilare, è presente un “triangolo nero” rovesciato: cosa significa? I medicinali contrassegnati dal triangolo nero sono sottoposti a un monitoraggio ancora più attento rispetto agli altri medicinali, al fine di raccogliere ulteriori dati di farmacovigilanza.
10) Perché utilizzare i biosimilari? Perché l’uso dei biosimilari consente a un maggior numero di pazienti di beneficiare delle terapie con medicinali biologici, a parità di risorse.
Fonte: https://www.aifa.gov.it/documents/20142/808717/Decalogo-sui-farmaci-biosimilari.pdf
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