Pasta, olio e longevità: il segreto italiano

Pasta, olio e longevità: il segreto italiano

L’Europa resta una delle aree del mondo più avanzate sul piano sanitario. Ogni anno gli Stati investono per migliorare il benessere collettivo e le condizioni di vita delle popolazioni, promuovendo politiche di inclusione sociale. La sanità pubblica italiana registra un divario di oltre 36 miliardi di euro rispetto alla media europea.

Secondo la Fondazione GIMBE, nel 2025 l’Italia ha destinato alla sanità il 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse e dei Paesi europei. È inoltre ultima nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro capite.

Nell’Europa del Nord e in quella Centrale, paesi come Norvegia, Islanda, Danimarca e Germania mantengono standard elevatissimi di spesa e qualità assistenziale.

In Italia , il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) resta universalistico e garantisce un’ottima aspettativa di vita e bassi tassi di mortalità evitabile, ma soffre di forti disparità regionali (con il Veneto e la Provincia di Trento in cima alle classifiche italiane) e di problemi legati ai lunghi tempi di attesa e ai finanziamenti inferiori alla media europea.

Il nostro paese investe 3.952 euro per abitante, 1.013 in meno rispetto alla media europea: una differenza che, considerando quasi 59 milioni di residenti, equivale a circa 36,1 miliardi di euro. Il divario, cresciuto progressivamente dal 2011, si è ampliato ulteriormente dopo la pandemia.

Le conseguenze ricadono direttamente sui cittadini, tra liste d’attesa, carenza di medici, disuguaglianze territoriali e maggiore ricorso alla sanità privata. Nel 2024, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a prestazioni sanitarie.

Ma non siamo i soli, anche in Germani arrivano tagli alla sanità per 19 miliardi. A luglio, infatti, è stato approvato il provvedimento  che rappresenta uno dei più ampi interventi di contenimento della spesa sanitaria mai adottati nel paese.

Anche la Commissione europea ha evidenziato le difficoltà del Servizio sanitario nazionale, raccomandando all’Italia di migliorare l’accesso alle cure e affrontare la carenza di personale. GIMBE chiede quindi un aumento stabile delle risorse e riforme strutturali, non interventi limitati alle singole Leggi di Bilancio.

Nonostante il sottofinanziamento, l’Italia resta tra i Paesi europei con la maggiore aspettativa di vita: oltre 83 anni, seconda nell’Ue solo alla Spagna. Un risultato associato anche alla dieta mediterranea e a stili alimentari generalmente equilibrati.

Torna in alto
Chatbot
Ciao, sono APPI,
l’assistente virtuale di APIAFCO.
Chiedimi pure se hai domande!