Malattie croniche della pelle a confronto

Malattie croniche della pelle a confronto

articolo a cura di Salutequità, con la collaborazione di Apiafco

Il 25% della popolazione italiana è colpita da una malattia della pelle, ovvero 15 milioni di italiani. Circa 6 milioni fanno i conti con una malattia infiammatoria cronica. In dermatologia sono descritte più di 3.000 varianti cliniche, un numero superiore a quello di qualsiasi altra specialità. I disturbi cutanei sono frequenti nella popolazione generale e almeno un quarto degli individui ha una malattia della pelle in qualsiasi momento della vita. Condizioni dermatologiche, sia acute (es. scabbia) che croniche (es. psoriasi, vitiligine), possono portare a stigmatizzazione sociale, scarsa qualità della vita e diminuzione della produttività lavorativa. Le malattie della pelle croniche autoimmuni si accompagnano a comorbidità e ad un aumento di fattori di rischio evitabili con efficaci e tempestivi interventi di diagnosi e cura

In Italia una persona su 10 con cronicità o multicronicità è affetta da psoriasi (si stimano 1.8 milioni su 24 milioni di cronici), patologia riconosciuta nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) attraverso il codice 045 solo nelle forme rare o artropatiche (ne usufruisce solo il 4% dei pazienti).

350.000 sono i cittadini affetti da vitiligine. Circa tre milioni (fino al 25% dei bambini e tra il 4% e il 7% degli adulti) le persone con dermatite atopica. 130.000 le persone colpite da forma grave di eczema cronico delle mani su un totale di circa quattro milioni.

Queste ultime patologie non sono riconosciute nei LEA.

Interessano indistintamente uomini e donne. Nelle donne risultano più frequenti patologie autoimmuni ed allergiche, disordini della pigmentazione, patologie degli annessi, negli uomini più frequenti le infezione e le lesioni precancerose e cancerose.

Nonostante la loro elevata incidenza e prevalenza, per le malattie della pelle generalmente mancano dati di buona qualità. Anche nelle rilevazioni ufficiali di Istat e Istituto Superiore di Sanità sulla diffusione della cronicità non sono ricomprese le malattie croniche della pelle a differenza di diabete, ipertensione, infarto acuto del miocardio, etc.

Per una diagnosi corretta, 5 su 10 persone si sono rivolte in media a 4 diversi specialisti o centri di riferimento prima di individuare l’attuale interlocutore a cui affidarsi per le cure.

Il sotto trattamento è ancora un problema per chi è affetto da queste patologie.

Alert da non trascurare arriva dalla mancanza di attenzione nella programmazione nazionale, a partire dal nuovo Piano Nazionale Cronicità che, nella bozza più recente di attuazione, le ha escluse dalla parte seconda: il risultato è l’assenza di Percorsi Diagnostici Assistenziali (PDTA) regionali e di pochi PDTA aziendali (prevalentemente ospedaliero/universitari) su malattie diffuse come la psoriasi, la vitiligine, dermatite atopica, eczema etc.

Sono emersi, tuttavia, segnali positivi. Parlamento e Regioni stanno dimostrando sensibilità politica rispetto alle malattie della pelle: atti ispettivi tra cui mozioni, interrogazioni, proposte di legge sono stati approvati ma devono tradursi in atti vincolanti per garantire più equità per le persone affette da malattie croniche della pelle

Possiamo comunque affermare che le patologie croniche della pelle sono troppo spesso dimenticate e sottovalutate, mentre hanno pieno diritto ad avere la stessa dignità delle altre patologie anche in termini di attenzione istituzionale nei Piani di programmazione di riferimento, come quello per le cronicità.  Diversamente, le Regioni continueranno ad adottare approcci disomogenei, con il conseguente ampliamento delle iniquità tra i cittadini sul territorio nazionale.

Occorrono una ACCESSIBILITA’, TEMPESTIVITA’ E APPROPRIATEZZA nell’accesso alle prestazioni necessarie per una presa in carico multidimensionale, efficace, capace di prevenire le complicanze e favorire l’aderenza. Fondamentale anche il supporto psicologico. È utile una ricognizione puntuale delle eventuali difficoltà nelle Regioni in ambito dermatologico, per dimensionare puntualmente il fenomeno della ridotta accessibilità e delle liste d’attesa.

Dopo otto anni, il 23 ottobre 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera all’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero l’insieme delle prestazioni e delle cure che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Tre nuove patologie croniche sono state dichiarate  esenti dal ticket: sindrome fibromialgica, idrosadenite cronica suppurativa e malattia polmonare da micobatteri non tubercolari. Nonostante le ripetute richieste per allargamento del codice 045 alle forma gravi di psoriasi a placche e la creazione di un codice ad hoc per la dermatite atopica da parte di APIAFCO.

Ancora una volta risposte negative per psoriasi, dermatite atopica, vitiligine ed eczema cronico delle mani. Non ci rimane che aspettare con la prospettiva ora più concreta di un aggiornamento periodico e sistematico.

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