È uno strumento istituzionale attraverso il quale il Ministero della Salute misura, monitora e valuta il grado di esigibilità dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e cioè le prestazioni sanitarie che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale
Introdotti dal decreto legislativo del 30 dicembre 1992 definiti con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 29 novembre 2001 e riformati con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2008 . Al settembre 2016 non erano ancora stato definito un sistema uniforme sul territorio nazionale Successivamente, il DPCM del 12 gennaio 2017 introdusse l’obbligatorietà di un aggiornamento dei LEA a cadenza annuale !!!
I livelli essenziali di assistenza introdotti nel 2017 sono stati implementati dalle regioni solamente nel gennaio 2025. Un nuovo aggiornamento è arrivato nell’ottobre 2025 ed è stato deliberato dalla Conferenza Stato-Regioni: A seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, la responsabilità della tutela della salute è diventata materia concorrente tra Stato e Regioni. Queste ultime organizzano i servizi ed erogano i LEA sul proprio territorio, assicurando che le prestazioni essenziali siano effettivamente disponibili a tutti, sulla base della programmazione nazionale.
L’aggiornamento continuativo dei LEA è un passo importante per integrare l’innovazione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche nella sanità pubblica, espandere i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e, quindi, migliorare la qualità di vita della popolazione.
Nella fase di conversione in atti concreti, però, è emersa la necessità di distinguere tra misure già coperte dalle risorse SSN esistenti (“iso-risorse”)tutti interventi di classificazione e riordino che non aumentano la spesa. e quelle che richiedono stanziamenti aggiuntivi, come previsto dalla L. 208/2015 (commi 558-559) che stabilisce la possibilità di fare ricorso a un decreto ministeriale (DM) per gli aggiornamenti senza oneri e a un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) per quelli con nuove coperture (200 milioni annui L. 234/2021).
L’entrata in vigore del decreto iso-risorse è attesa tra maggio e giugno 2026, con la possibilità di uno slittamento al 1° luglio per consentire alle Regioni l’adeguamento organizzativo.
Il DPCM con nuove risorse seguirà un iter più articolato rispetto al DM iso-risorse: prima una nuova intesa in Conferenza Stato-Regioni per definire il pacchetto definitivo di prestazioni (come previsto dall’art. 8 del DPCM 12 gennaio 2017), poi la verifica della copertura finanziaria specifica richiesta dalla L. 208/2015 comma 559 per gli aggiornamenti che generano oneri aggiuntivi rispetto ai fondi già stanziati con la L. 234/2021 – tramite legge di bilancio, rifinanziamento del Fondo Sanitario Nazionale o decreto-legge dedicato – e l’approvazione formale da parte del Consiglio dei Ministri. Infine la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
L’entrata in vigore del decreto è essenziale per garantire la piena erogazione dei nuovi LEA su tutto il territorio nazionale dopo, di fatto, oltre nove anni di attesa. “Nuovi”, ma già vecchi.
Sul fronte delle malattie croniche e invalidanti, il decreto non introduce nuovi codici di esenzione.
Attendiamo la pubblicazione del decreto “con nuove risorse” ma pare che le nostre richieste per ampliamento del codice 045 per psoriasi a placche e un nuovo codice per dermatite atopica non saranno soddisfatte.
Per le malattie della pelle al momento abbiamo solo il codice 045 , e verrà introdotto un codice per l’Idrosadenite Cronica Suppurativa, limitatamente allo stadio III di Hurley.
Tenuto conto che si valuta ci siano almeno 20 milioni di persone con patologie dermatologiche, possiamo ben dire che equità, eguaglianza giustizia imparzialità non le troviamo nei LEA.
