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Lettera aperta dell’Accademia EUPATI ai giornalisti

In questi giorni leggiamo spesso titoli sensazionalistici ma impropri come “Coronavirus, per il vaccino ci siamo quasi: la speranza arriva da Israele” oppure “Coronavirus, il vaccino da Israele: Pronto in tre settimane” o ancora “Usa, vaccino pronto a fine estate”.

Questi titoli creano false speranze nella maggior parte dei lettori che non ha alcuna idea del tempo necessario per un rigoroso processo di sviluppo di un farmaco o di un vaccino (scoperta, sperimentazione pre-clinica, sperimentazione nell’uomo, approvazione e immissione in commercio, sorveglianza post commercializzazione) e per la sua approvazione da parte delle agenzie regolatorie.

È certo che in una situazione di emergenza come questa, tutte le parti in causa, autorità di regolamentazione dei farmaci in primis, si adopereranno affinché si arrivi al più presto a un vaccino per la COVID-19, anche contando sulle iniziative regolatorie e legislative degli ultimi anni volte ad accelerare l’accesso alle terapie nei casi dove manchi una valida opzione terapeutica – ad esempio malattie rare e tumori. Inoltre, nuove tecnologie e disegni sperimentali innovativi stanno contribuendo a velocizzare le tempistiche della ricerca preclinica e clinica dei nuovi farmaci e vaccini.

Nel caso della COVID-19, ci auguriamo tutti che lo sviluppo di un vaccino possa non richiedere le tempistiche previste in circostanze “normali” ma non possiamo perdere di vista l’obiettivo primario e cioè la tutela della salute delle persone vaccinate. L’immissione sul mercato del vaccino è possibile solo dopo attenta valutazione dell’efficacia, della sicurezza e di un rapporto rischio/beneficio favorevole e questo richiede tempi che non possono essere eccessivamente compressi. Non dimentichiamo che i vaccini sono dati, a scopo preventivo, a persone sane che non hanno ancora
contratto la malattia.


Fare il giornalista non è un mestiere facile soprattutto in una situazione di emergenza sanitaria come la pandemia da coronavirus e dove il diritto di cronaca si deve integrare con il pubblico servizio di corretta informazione. Siamo consapevoli della difficoltà di dare notizie praticamente in tempo
reale, senza avere il tempo sufficiente per completare le necessarie verifiche.

Ci appelliamo a tutti i giornalisti che hanno il delicato compito di dare le notizie: lavoriamo insieme per infondere fiducia verso la ricerca e gratitudine per quanti si stanno spendendo per uscire da questa situazione, ma evitiamo che si creino false speranze.

Accademia del Paziente Esperto EUPATI
Pazienti Esperti EUPATI italia

Fonte

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