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	<description>Il portale dedicato alle patologie della pelle</description>
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		<title>Malattie croniche della pelle a confronto</title>
		<link>https://www.apiafco.org/malattie-croniche-della-pelle-a-confronto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 10:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news-pso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>articolo a cura di Salutequità, con la collaborazione di Apiafco Il 25% della popolazione italiana è colpita da una malattia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.apiafco.org/malattie-croniche-della-pelle-a-confronto/">Malattie croniche della pelle a confronto</a> proviene da <a href="https://www.apiafco.org">Apiafco</a>.</p>
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									<p><em><strong>articolo a cura di Salutequità, con la collaborazione di Apiafco</strong></em></p><p>Il 25% della popolazione italiana è colpita da una malattia della pelle, ovvero 15 milioni di italiani. Circa 6 milioni fanno i conti con una malattia infiammatoria cronica. In dermatologia sono descritte più di 3.000 varianti cliniche, un numero superiore a quello di qualsiasi altra specialità. I disturbi cutanei sono frequenti nella popolazione generale e almeno un quarto degli individui ha una malattia della pelle in qualsiasi momento della vita. Condizioni dermatologiche, sia acute (es. scabbia) che croniche (es. psoriasi, vitiligine), possono portare a stigmatizzazione<em> </em>sociale, scarsa qualità della vita e diminuzione della produttività lavorativa. Le malattie della pelle croniche autoimmuni si accompagnano a comorbidità e ad un aumento di fattori di rischio evitabili con efficaci e tempestivi interventi di diagnosi e cura</p><p>In Italia una persona su <strong>10 con cronicità o multicronicità</strong> è affetta da psoriasi (si stimano 1.8 milioni su 24 milioni di cronici), patologia riconosciuta nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) attraverso il codice 045 solo nelle forme rare o artropatiche (ne usufruisce solo il 4% dei pazienti).</p><p>350.000 sono i cittadini affetti da vitiligine. Circa tre milioni (fino al 25% dei bambini e tra il 4% e il 7% degli adulti) le persone con dermatite atopica. 130.000 le persone colpite da forma grave di eczema cronico delle mani su un totale di circa quattro milioni.</p><p>Queste ultime patologie non sono riconosciute nei LEA.</p><p>Interessano indistintamente uomini e donne. Nelle donne risultano più frequenti patologie autoimmuni ed allergiche, disordini della pigmentazione, patologie degli annessi, negli uomini più frequenti le infezione e le lesioni precancerose e cancerose.</p><p>Nonostante la loro elevata incidenza e prevalenza, per le malattie della pelle generalmente mancano dati di buona qualità. Anche nelle rilevazioni ufficiali di Istat e Istituto Superiore di Sanità sulla diffusione della cronicità non sono ricomprese le malattie croniche della pelle a differenza di diabete, ipertensione, infarto acuto del miocardio, etc.</p><p>Per una diagnosi corretta, 5 su 10 persone si sono rivolte in media a 4 diversi specialisti o centri di riferimento prima di individuare l’attuale interlocutore a cui affidarsi per le cure.</p><p>Il sotto trattamento è ancora un problema per chi è affetto da queste patologie.</p><p>Alert da non trascurare arriva dalla mancanza di attenzione nella programmazione nazionale, a partire dal nuovo Piano Nazionale Cronicità che, nella bozza più recente di attuazione, le ha escluse dalla parte seconda: il risultato è l’assenza di Percorsi Diagnostici Assistenziali (PDTA) regionali e di pochi PDTA aziendali (prevalentemente ospedaliero/universitari) su malattie diffuse come la psoriasi, la vitiligine, dermatite atopica, eczema etc.</p><p>Sono emersi, tuttavia, segnali positivi. Parlamento e Regioni stanno dimostrando sensibilità politica rispetto alle malattie della pelle: atti ispettivi tra cui mozioni, interrogazioni, proposte di legge sono stati approvati ma devono tradursi in atti vincolanti per garantire più equità per le persone affette da malattie croniche della pelle</p><p>Possiamo comunque affermare che le patologie croniche della pelle sono troppo spesso dimenticate e sottovalutate, mentre hanno pieno diritto ad avere la stessa dignità delle altre patologie anche in termini di attenzione istituzionale nei Piani di programmazione di riferimento, come quello per le cronicità.  Diversamente, le Regioni continueranno ad adottare approcci disomogenei, con il conseguente ampliamento delle iniquità tra i cittadini sul territorio nazionale.</p><p>Occorrono una ACCESSIBILITA’, TEMPESTIVITA’ E APPROPRIATEZZA nell’accesso alle prestazioni necessarie per una presa in carico multidimensionale, efficace, capace di prevenire le complicanze e favorire l’aderenza. Fondamentale anche il supporto psicologico. È utile una ricognizione puntuale delle eventuali difficoltà nelle Regioni in ambito dermatologico, per dimensionare puntualmente il fenomeno della ridotta accessibilità e delle liste d’attesa.</p><p>Dopo otto anni, il 23 ottobre 2025 la <a href="https://www.regioni.it/comunicato-stampa/2025/10/23/regioni-approvati-i-nuovi-lea-662539/">Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera all’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza</a> (<strong>LEA)</strong>, ovvero l’insieme delle prestazioni e delle cure che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Tre nuove patologie croniche sono state dichiarate  esenti dal ticket: sindrome fibromialgica<strong>, </strong>idrosadenite cronica suppurativa e malattia polmonare da micobatteri non tubercolari. Nonostante le ripetute richieste per allargamento del codice 045 alle forma gravi di psoriasi a<strong> placche </strong>e la creazione di un codice ad hoc per la dermatite atopica da parte di APIAFCO.</p><p>Ancora una volta risposte negative per psoriasi, dermatite atopica, vitiligine ed eczema cronico delle mani. Non ci rimane che aspettare con la prospettiva ora più concreta di un aggiornamento periodico e sistematico.</p>								</div>
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		<title>La teledermatologia di prossimità: innovazione, aderenza terapeutica e farmacia dei servizi nella presa in carico della vitiligine</title>
		<link>https://www.apiafco.org/elementor-17006/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:56:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news-vitiligine]]></category>
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									<p>Il 16 luglio si è svolto a Milano, presso la Sala Ghilardottti di Palazzo Pirelli, l’incontro dedicato alla presentazione del progetto <strong>“La teledermatologia di prossimità: innovazione, aderenza terapeutica e farmacia dei servizi nella presa in carico della vitiligine in Regione Lombardia”.</strong></p><p>Avvicinare le cure ai cittadini, migliorare l’aderenza terapeutica e valorizzare il ruolo della farmacia dei servizi nella gestione delle patologie croniche, sono questi gli obiettivi del progetto sperimentale di teledermatologia di prossimità per la presa in carico dei pazienti con vitiligine, promosso da Regione Lombardia. Il progetto potrà essere ripetuto in altre regioni e per altre patologie.</p><p><span style="font-style: inherit; font-weight: inherit;">Negli ultimi anni, la crescente attenzione verso </span>la medicina territoriale<span style="font-style: inherit; font-weight: inherit;">, la telemedicina e il </span>rafforzamento della farmacia dei servizi<span style="font-style: inherit; font-weight: inherit;"> ha aperto nuove opportunità per ripensare i modelli di assistenza, soprattutto per i pazienti affetti da </span>patologie croniche<span style="font-style: inherit; font-weight: inherit;"> che richiedono controlli periodici e un monitoraggio continuativo. In questo contesto, </span>la vitiligine, malattia cronica autoimmune<span style="font-style: inherit; font-weight: inherit;"> molto visibile, a causa delle caratteristiche macchie bianche, rappresenta una sfida importante, sia per l’impatto sulla qualità della vita sia per la necessità di garantire continuità assistenziale e supporto all’aderenza terapeutica.</span></p><p>Per rispondere a queste esigenze, con il coinvolgimento di Federfarma Lombardia, di specialisti dermatologi attivi nei principali centri di riferimento regionali, con il patrocinio di APIAFCO e il contributo incondizionato di Incyte, è stato sviluppato un progetto sperimentale che ha previsto l’erogazione di visite di follow-up in modalità televisita presso farmacie territoriali del Comune di Milano.</p><p>La sperimentazione, realizzata tra maggio e giugno 2026 in cinque farmacie milanesi, ha consentito di valutare concretamente il potenziale della teledermatologia come strumento per favorire la prossimità delle cure, agevolare il dialogo tra paziente e specialista, migliorare l’esperienza di cura e rafforzare il ruolo della farmacia quale presidio sanitario integrato nella rete assistenziale regionale.</p><p>All&#8217;evento, moderato dalla giornalista Manuela Donghi, erano presenti Emanuele Monti, Presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia; Mario Melazzini, Direttore Generale Welfare di Regione Lombardia; Angelo Valerio Marzano, Direttore della SC Dermatologia dell’IRCCS Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e Professore Ordinario di Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Milano; Valeria Corazza, Presidente di APIAFCO; Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia; Nicola Bencini, Regional Vice President e General Manager di Incyte Italia.</p>								</div>
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		<title>Liste d’attesa in sanità: a due anni dalla legge solo due regioni adempienti su rispetto tempi massimi per prime visite nel 2026</title>
		<link>https://www.apiafco.org/liste-dattesa-in-sanita-a-due-anni-dalla-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:31:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news-dermatite]]></category>
		<category><![CDATA[news-eczema]]></category>
		<category><![CDATA[news-pso]]></category>
		<category><![CDATA[news-vitiligine]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Sanitaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>articolo realizzato grazie al contributo di Salutequità Prime visite ed esami diagnostici: i dati del 2026 certificano che i target [&#8230;]</p>
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									<p><em>articolo realizzato grazie al contributo di Salutequità</em></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Prime visite ed esami diagnostici: i dati del 2026 certificano che i target sono ancora lontani e che appena l’11,6% dei cittadini vede soddisfatto in pieno il proprio diritto alla cura.
<br>
Sono trascorsi due anni dall’approvazione della Legge sulle liste di attesa e tra le novità più rilevanti introdotte c’è la Piattaforma nazionale sulle liste di attesa che dovrebbe essere aggiornata in tempo reale. Le prestazioni monitorate sono ancora troppo poche rispetto all’intero paniere LEA. Manca una sezione che renda chiaro ai cittadini, con un quadro di insieme, quali siano le Regioni che garantiscono i tempi massimi di attesa, rispettando la soglia di garanzia del 90% dei casi, prevista dalla Legge. Non ci sono sezioni e dati sull’attivazione e sull’efficacia dei percorsi di tutela per i cittadini (salta code) attivabili quando le Regioni non siano in grado di rispettare i tempi massimi di attesa. Manca inoltre una sezione che illustri le caratteristiche degli ambiti di garanzia delle Regioni, cioè l’ambito di territorio entro il quale devono essere garantiti i tempi massimi di attesa, nonché il loro livello di rispetto dello standard nazionale e cioè “raggiungibilità e prossimità”. Infine, non c’è ancora una sezione dedicata all’informazione al cittadino sulle modalità di tutela dei suoi diritti in caso di superamento dei tempi massimi di attesa e anche sui suoi doveri.</h2>				</div>
				</div>
					</div>
				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Dal grafico emerge chiaramente che
•  per le prime visite, da gennaio a maggio 2026, sono solo 2 le Regioni( Basilicata e Marche, ma vicine alla soglia di garanzia  Veneto)in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per i codici di priorità B (Breve, 10 giorni), D (Differita, 30 giorni) e P (Programmata, 120 giorni) in almeno il 90% dei casi; 
•  per gli esami diagnostici, da gennaio a maggio 2026, sono solo 2 le Regioni( Veneto e Basilicata che non pubblica nulla sulle richieste urgenti) in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per i codici di priorità B, D e P in almeno il 90% dei casi.

Più critiche invece Umbria, Sicilia, Puglia, PA Trento, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo
La soglia di garanzia del 90% dei casi di rispetto dei tempi di attesa viene ampiamente centrata, in media a livello nazionale, solo in ambito oncologico (95,9%). Arrancano dermatologia e allergologia (61,8%), oculistica 66,6% e urologia 68,7%.
</h2>				</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
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		<item>
		<title>E se non fosse sempre psoriasi?</title>
		<link>https://www.apiafco.org/e-se-non-fosse-sempre-psoriasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 10:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news-pso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>a cura del Prof. Franco Rongioletti e del dott. Giorgio Stabile La psoriasi è una malattia cronica infiammatoria della pelle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>a cura del Prof. Franco Rongioletti e del dott. Giorgio Stabile</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La psoriasi è una malattia cronica infiammatoria della pelle che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Caratterizzata da placche eritematose ricoperte da squame argentee, è una condizione facilmente riconoscibile. Tuttavia, ci sono altre patologie dermatologiche che possono somigliare alla psoriasi, rendendo la diagnosi non sempre immediata. Distinguere tra queste patologie è essenziale per avviare il trattamento più appropriato. In questo articolo, esamineremo le principali diagnosi differenziali della psoriasi, con un focus su come identificarle e distinguerle correttamente.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Dermatite Seborroica<br>La dermatite seborroica è una delle diagnosi differenziali più comuni della psoriasi, soprattutto quando la psoriasi coinvolge il cuoio capelluto o il viso. Entrambe le condizioni possono presentarsi con squame e rossore, ma ci sono alcune differenze chiave:</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li>Localizzazione: la dermatite seborroica colpisce principalmente le aree ricche di ghiandole sebacee, come il cuoio capelluto, le sopracciglia, il naso e la zona dietro le orecchie.</li>



<li>Aspetto: le squame nella dermatite seborroica tendono ad essere più grasse e giallastre rispetto a quelle argentee e secche della psoriasi.</li>



<li>Sintomi associati: la dermatite seborroica è spesso associata a prurito intenso e un’infiammazione meno accentuata rispetto alla psoriasi.</li>
</ul>



<ol start="2" class="wp-block-list">
<li>Eczema (Dermatite Atopica)<br>L’eczema, o dermatite atopica, può essere facilmente confuso con la psoriasi a causa delle lesioni cutanee simili, ma vi sono importanti differenze:</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li>Età di insorgenza: l’eczema spesso compare durante l’infanzia, mentre la psoriasi può esordire più tardi.</li>



<li>Localizzazione: nell’eczema, le lesioni si concentrano principalmente nelle pieghe cutanee (come dietro le ginocchia o sui gomiti), mentre la psoriasi tende a colpire superfici estensorie (gomiti, ginocchia) e il cuoio capelluto.</li>



<li>Aspetto delle lesioni: le lesioni eczematose sono generalmente più pruriginose, con un aspetto umido o trasudante, mentre la psoriasi si manifesta con placche secche e squamose.</li>
</ul>



<ol start="3" class="wp-block-list">
<li>Lichen Planus<br>Il lichen planus è una condizione infiammatoria che può presentarsi con lesioni cutanee simili a quelle della psoriasi:</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aspetto: le papule nel lichen planus sono generalmente più piccole, lucide e di colore violaceo. Non presentano le squame spesse e argentee tipiche della psoriasi.</li>



<li>Distribuzione: il lichen planus colpisce comunemente i polsi, le caviglie e la mucosa orale, mentre la psoriasi raramente coinvolge la mucosa.</li>



<li>Sintomi: il lichen planus può essere estremamente pruriginoso e si associa spesso a lesioni orali o genitali, un’area meno frequentemente coinvolta dalla psoriasi</li>
</ul>



<ol start="4" class="wp-block-list">
<li>Pitiriasi Rosea<br>La pitiriasi rosea è una condizione autolimitante che può somigliare alla psoriasi guttata, specialmente nelle fasi iniziali:</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aspetto: inizia con una “macchia madre” (lesione più grande indicata con la freccia in foto) seguita da un’eruzione diffusa di piccole macchie ovali. Le lesioni tendono a disporsi lungo le linee di tensione della pelle, conferendo un aspetto caratteristico “a albero di Natale”.</li>



<li>Evoluzione: la pitiriasi rosea generalmente si risolve spontaneamente entro 6-8 settimane, mentre la psoriasi guttata può persistere per periodi più lunghi o evolvere in psoriasi cronica.</li>



<li>Sintomi: A differenza della psoriasi, la pitiriasi rosea è spesso asintomatica o lievemente pruriginosa.</li>
</ul>



<ol start="5" class="wp-block-list">
<li>Micosi Superficiali (Tinea)<br>Le infezioni fungine superficiali, come la tinea corporis, possono simulare la psoriasi, soprattutto nelle fasi iniziali:</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aspetto: le lesioni fungine hanno tipicamente un bordo eritematoso ben definito con squame periferiche e una zona centrale più chiara. La psoriasi, invece, presenta placche uniformemente distribuite con squame più diffuse.</li>



<li>Test diagnostici: la diagnosi può essere confermata con l’esame microscopico delle squame o una coltura micotica, che rivelano la presenza di dermatofiti.</li>
</ul>



<ol start="6" class="wp-block-list">
<li>Eritrodermia<br>L’eritrodermia è una condizione grave caratterizzata da arrossamento diffuso e desquamazione della pelle, può essere causata dalla psoriasi eritrodermica o da altre condizioni:</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li>Causa: oltre alla psoriasi, l’eritrodermia può essere indotta da reazioni a farmaci, eczema o linfomi cutanei.</li>



<li>Sintomi: a differenza della psoriasi localizzata, l’eritrodermia coinvolge la quasi totalità della superficie corporea e può essere accompagnata da febbre, brividi e alterazioni sistemiche, richiedendo un trattamento medico immediato.</li>
</ul>



<ol start="6" class="wp-block-list">
<li>Lupus Eritematoso Cutaneo</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Il lupus eritematoso, sia nella sua forma discoide che in quella sistemica, può presentare lesioni cutanee simili alla psoriasi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aspetto: le lesioni del lupus discoide sono spesso localizzate sul viso e sul cuoio capelluto e presentano bordi netti, con cicatrici e iperpigmentazione al centro. Le squame sono aderenti, con un caratteristico aspetto a “tappo follicolare”.</li>



<li>Sintomi sistemici: il lupus eritematoso è spesso associato a sintomi sistemici come affaticamento, febbre, dolori articolari, che non sono comuni nella psoriasi.</li>
</ul>



<ol start="8" class="wp-block-list">
<li>Sifilide Secondaria<br>La sifilide secondaria può causare un’eruzione cutanea simile alla psoriasi guttata:</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aspetto: le lesioni sono piccole, rosse o bruno-rossastre, e spesso interessano il tronco, i palmi delle mani e le piante dei piedi, una distribuzione atipica per la psoriasi.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Esami sierologici: la diagnosi è confermata con test sierologici specifici per la sifilide.<br>Distribuzione: L’eczema numulare colpisce prevalentemente gli arti e spesso si associa a una storia di secchezza cutanea o esposizione a sostanze irritanti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Conclusioni</strong><br>La psoriasi è una condizione comune e facilmente riconoscibile, ma è fondamentale considerare le diagnosi differenziali per garantire un trattamento corretto. La storia clinica del paziente, l’esame fisico dettagliato e, se necessario, l’uso di esami diagnostici (biopsie, test sierologici, esami micologici) possono essere utili per distinguere tra queste condizioni.<br>Collaborare con un dermatologo esperto è cruciale per stabilire una diagnosi definitiva e personalizzare il trattamento. Per questo la Dermatologia Clinica del San Raffaele ha predisposto ambulatori dedicati per la diagnosi e la terapia sia tradizionale che avanzata della psoriasi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>La revisione del Prontuario Farmaceutico è “revisione dei LEA”. NO a incrementi di spesa a carico del cittadino</title>
		<link>https://www.apiafco.org/la-revisione-del-prontuario-farmaceutico-e-revisione-dei-lea-no-a-incrementi-di-spesa-a-carico-del-cittadino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news-dermatite]]></category>
		<category><![CDATA[news-eczema]]></category>
		<category><![CDATA[news-pso]]></category>
		<category><![CDATA[news-vitiligine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>a cura di Tonino Aceti- Presidente Salutequità La Legge 30 dicembre 2025, n. 199, all’art. 1, commi 376 – 379 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>a cura di Tonino Aceti- Presidente Salutequità</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Legge 30 dicembre 2025, n. 199, all’art. 1, commi 376 – 379 prevede che l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) provveda&nbsp;<em>“con cadenza annuale e comunque entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello di riferimento, alla&nbsp;<strong>revisione e all’aggiornamento del prontuario farmaceutico nazionale (PFN)&nbsp;</strong>dei medicinali erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale, ai fini del perseguimento degli obiettivi di razionalizzazione della spesa farmaceutica. La revisione è effettuata sulla base dei criteri di efficacia clinica, sicurezza, appropriatezza d’uso, facilità di accesso al farmaco per l’assistito, costo-beneficio ed economicità complessiva per il Servizio sanitario nazionale… Per i medicinali esclusi dal PFN, l’AIFA può prevedere misure transitorie volte a garantire la&nbsp;<strong>continuità terapeutica dei pazienti già in trattamento, stabilendone modalità e durata</strong>.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo di fronte ad una vera e propria&nbsp;<strong>revisione dei Livelli Essenziali dell’Assistenza Farmaceutica Pubblica</strong>, cioè del perimetro dei diritti esigibili dai pazienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’operazione utile e attesa, ma al contempo anche molto delicata, perché la sua riuscita, dal punto di vista degli utenti, sarà ancorata alla capacità di garantire un incremento del livello di copertura pubblica dell’assistenza farmaceutica, di sostenibilità del SSN e al tempo stesso la riduzione del livello di spesa privata dei cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza la farà quindi “il come” si procederà alla revisione del Prontuario e come si gestirà anche la&nbsp;<strong>continuità terapeutica</strong>&nbsp;dei pazienti già in trattamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto caratterizzato da una&nbsp;<strong>rinuncia alle cure</strong>&nbsp;che galoppa, arrivando secondo l’Istat al 9,9% della popolazione nel 2024 e una&nbsp;<strong>spesa sanitaria privata</strong>&nbsp;che ormai si attesta a circa 43 miliardi di euro e a oltre 10 miliardi invece quella privata per la farmaceutica, in aumento di circa 1 miliardo e mezzo rispetto al 2020 (per ticket regionali e differenza tra il prezzo del medicinale a brevetto scaduto e il corrispondente prezzo di riferimento, medicinali di fascia A acquistati privatamente e quelli di classe C<a href="https://www.aifa.gov.it/-/l-uso-dei-farmaci-in-italia-rapporto-osmed-2024">&nbsp;(Rapporto Osmed 2024)</a>, sbagliare l’operazione di revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale vuol dire andare ad intaccare i principi di universalità, equità e solidarietà del nostro SSN.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo è importante aggredire criticità, inefficienze e ridondanze partendo da una base conoscitiva condivisa e certificata delle evidenze disponibili, a partire da quelle che vengono prodotte dalla stessa AIFA attraverso l’ultimo&nbsp;<em>“Monitoraggio della spesa farmaceutica gennaio-ottobre 2025</em>”:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sfondamento del tetto programmato della spesa farmaceutica diretta.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tetto della spesa farmaceutica convenzionata sotto controllo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tetto di spesa per gas medicinali sotto controllo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Spesa farmaceutica per i medicinali innovativi sotto controllo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse, visti i risvolti e la delicatezza dell’operazione di revisione del prontuario, sarebbe opportuno aumentare il livello di confronto e dibattito pubblico su questa operazione, attraverso ad esempio la pubblicazione sul sito dell’Aifa del&nbsp;<strong>“progetto di revisione del PFN”&nbsp;</strong>che si intende mettere in campo, congiuntamente ad una valutazione di impatto multidimensionale sui cittadini, sul SSN, sull’occupazione, sul sistema produttivo… Questa operazione permetterebbe di avviare una vera e propria&nbsp;<strong>consultazione pubblica sulla revisione del PFN</strong>, garantendo il coinvolgimento e il punto di vista di tutti gli attori, a partire dalle Associazioni di pazienti e cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Del resto, stiamo parlando di una revisione dei LEA farmaceutici e non si comprende perché in quest’area di assistenza, secondo la norma, l’unico soggetto ad occuparsene per procedura sia solo l’Aifa, diversamente da quanto accade nei canonici aggiornamenti LEA con DPCM sulle altre aree di assistenza, dove sono previsti responsabilità e passaggi precisi anche con il Ministero della Salute, Parlamento (che procede con audizioni di tutti gli attori), Regioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Articolo completo: <a href="https://salutequita.it/la-revisione-del-prontuario-farmaceutico-e-revisione-dei-lea-no-a-incrementi-di-spesa-a-carico-del-cittadino/">https://salutequita.it/la-revisione-del-prontuario-farmaceutico-e-revisione-dei-lea-no-a-incrementi-di-spesa-a-carico-del-cittadino/</a></p>
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		<title>Rigidità mattutina e dolore alle mani possono essere sintomi di artrite psoriasica: parla la specialista</title>
		<link>https://www.apiafco.org/rigidita-mattutina-e-dolore-alle-mani-possono-essere-sintomi-di-artrite-psoriasica-parla-la-specialista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 10:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[news-pso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di&#160;Redazione L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria cronica che può interessare articolazioni, tendini, entesi e colonna vertebrale, spesso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.apiafco.org/rigidita-mattutina-e-dolore-alle-mani-possono-essere-sintomi-di-artrite-psoriasica-parla-la-specialista/">Rigidità mattutina e dolore alle mani possono essere sintomi di artrite psoriasica: parla la specialista</a> proviene da <a href="https://www.apiafco.org">Apiafco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/pazienti-platform/post_authors/avatars/000/000/001/medium/P._logo_blu.jpg?1721047353" alt="Redazione"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A cura di&nbsp;<a href="https://www.pazienti.it/news-di-salute/autori/9-redazione-di-pazienti">Redazione</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" id="isPasted">L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria cronica che può interessare articolazioni, tendini, entesi e colonna vertebrale, spesso in associazione alla psoriasi cutanea o ungueale. Non sempre, però, i sintomi vengono riconosciuti subito:&nbsp;<strong>rigidità mattutina, dolore alle mani o ai piedi, gonfiore di un dito, dolore al tallone o alla schiena</strong>&nbsp;possono essere segnali iniziali facilmente sottovalutati, ma importanti da intercettare precocemente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una&nbsp;<strong>diagnosi tempestiva</strong>&nbsp;è fondamentale per prevenire danni articolari permanenti, dolore cronico e limitazioni funzionali. Allo stesso tempo, l’artrite psoriasica non riguarda solo le articolazioni: può avere un impatto più ampio sulla&nbsp;<strong>salute cardiovascolare, metabolica, intestinale e psicologica</strong>, rendendo necessario un approccio multidisciplinare e personalizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondire cause, sintomi, esami utili, possibili rischi e ruolo dello stile di vita, abbiamo intervistato la&nbsp;<strong>Dott.ssa Elisa Rossi</strong>, della&nbsp;<strong>UOC di Medicina Interna ad indirizzo reumatologico ASL-AOSP IRCCS Policlinico di S. Orsola, Bologna</strong>, in collaborazione con&nbsp;<strong><a href="https://www.apiafco.org/">APIAFCO</a>, Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="par-1">Che cos’è l’artrite psoriasica e a quale età può iniziare a manifestarsi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“L’<a href="https://www.pazienti.it/contenuti/malattie/artrite-psoriasica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">artrite psoriasica</a> è una patologia infiammatoria cronica articolare, mediata dal sistema immunitario, correlata alla <a href="https://www.pazienti.it/contenuti/malattie/psoriasi" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>psoriasi</strong></a><strong> cutanea o delle unghie</strong>. Può coinvolgere le articolazioni, i tendini, le entesi (i punti di inserzione di legamenti e tendini sull’osso) e la colonna vertebrale. è caratterizzata da <strong>dolore, tumefazione articolare e limitazione funzionale della parte colpita</strong> e deve essere adeguatamente e prontamente trattata per evitare danni permanenti articolari, il dolore cronico e le disabilità motorie. La malattia è presente in circa un terzo dei pazienti affetti da psoriasi o da familiarità di 1° grado per psoriasi (genitori, fratelli e sorelle), maschi e femmine sono colpiti in eguale misura (nei maschi è più frequente il coinvolgimento vertebrale). Nell’85% dei casi la psoriasi cutanea compare prima dell’artrite, nel 5-10 % esordiscono insieme e nel 5-10% l’artrite viene prima. I dati di prevalenza dell’artrite psoriasica nella popolazione generale oscillano tra lo 0.5 e l’1%. Può manifestarsi ad ogni età, ma&nbsp;<strong>più comunemente insorge tra i 30 e i 50 anni</strong>. Può comunque presentarsi in qualsiasi periodo della vita, anche in età pediatrica o dopo i 60 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste una correlazione diretta tra l’attività della psoriasi e quella dell’artrite, quindi la malattia articolare può presentarsi in zone del corpo non colpite dalla psoriasi e manifestarsi in pazienti con psoriasi modesta o minima o addirittura assente.”</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="par-2">Quali sono i primi sintomi della patologia?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“La malattia psoriasica è una <strong>condizione multiforme</strong>, che comprende una varietà di manifestazioni cliniche, tra cui <strong>l’artrite</strong>, cioè l’infiammazione delle articolazioni, che si presentano gonfie e doloranti, spesso in modo asimmetrico (ad esempio ginocchio destro e due dita della mano sinistra), l’entesite (l’infiammazione dei tendini vicino alle ossa), la <strong>dattilite</strong> (un dito dei piedi o delle mani tumefatto, cosiddetto “dito a salsicciotto”), la <strong>psoriasi cutanea e ungueale, la spondilite </strong>(l’infiammazione della colonna vertebrale e del bacino), le manifestazioni extrareumatologiche e extradermatologiche come <strong>l’uveite</strong> (l’infiammazione degli occhi) e la <strong>malattia infiammatoria intestinale</strong>, ma anche comorbidità come le malattie cardiovascolari e condizioni psicosociali come i disturbi del sonno, ansia e depressione, un’immagine negativa del proprio corpo. I primi sintomi sono spesso subdoli e possono essere sottostimati, quelli più precoci sono:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alterazioni delle unghie: piccoli buchini (pitting), unghia che si solleva, ispessimento. Queste alterazioni sono presenti nell’80% dei pazienti psoriasici che sviluppano l’artrite.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rigidità mattutina maggiore di 30 minuti in particolare a mani e piedi che migliora con il movimento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dolore e gonfiore di una o due dita (dattilite), magari solo un dito del piede e della mano, caldo e dolente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dolore e gonfiore di una o più piccole articolazioni delle mani, in particolare le articolazioni interfalangee distali (l’ultima articolazione della mano subito sotto all’unghia), con difficoltà ad abbottonarsi la camicia, a chiudere le mani a pugno, ad allacciarsi le scarpe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Improvviso dolore e tumefazione di un ginocchio. La monoartrite di ginocchio rappresenta una delle più frequenti manifestazioni di esordio dell’artrite psoriasica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dolore al tallone o alla pianta dei piedi. L’entesite del tendine di Achille o della fascia plantare porta ad avere dolore in particolare al mattino ai primi passi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dolore lombare notturno. La lombalgia infiammatoria porta ad avere dolore e rigidità alla parte bassa della schiena a riposo, durante la notte e al risveglio con necessità di alzarsi dal letto e muoversi per ridurre l’intensità del dolore, spesso insorge prima dei 40 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spossatezza sproporzionata, che non passa con il riposo, legata all’infiammazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="par-3">Quali sono i rischi dell’artrite psoriasica?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“Se non viene diagnosticata e trattata per tempo, l’artrite psoriasica può dare&nbsp;<strong>complicanze sia articolari sia sistemiche&nbsp;</strong>(che coinvolgono altri organi e tessuti dell’organismo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello articolare l’artrite attiva persistente può portare ad erosioni della cartilagine e dell’osso e a deformità dell’articolazione con sviluppo di&nbsp;<strong>danni irreversibili e limitazioni funzionali</strong>&nbsp;già nei primi anni dalla comparsa dei sintomi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni casi l’artrite può associarsi a patologie infiammatorie dell’occhio come&nbsp;<a href="https://www.pazienti.it/contenuti/malattie/uveite" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’uveite</a>, cioè un’infiammazione interna dell’occhio che causa dolore, arrossamento, fotofobia (eccessiva sensibilità degli occhi alla luce) e se trascurata può portare a danni permanenti della vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I pazienti affetti da artrite psoriasica presentano, inoltre, una <strong>maggiore incidenza di sindrome metabolica</strong> (sovrappeso, ipertensione arteriosa, aumento della glicemia dell’uricemia) e di <strong>patologie cardiovascolari</strong> (infarto del miocardio e ictus cerebrale). Le malattie cardiovascolari rappresentano la più importante causa di mortalità e morbilità nei pazienti con malattia psoriasica. Il coinvolgimento del sistema vascolare è stato attribuito alla disfunzione/danno della parete dei vasi sanguigni causato dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolari (fumo di sigaretta, inattività fisica, obesità, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete), dall’infiammazione cronica e dai cambiamenti del sistema immunitario legati all’artrite e alla psoriasi che possono accelerare il processo di aterosclerosi. Quindi la valutazione cardiologica è raccomandata in tutti i pazienti con malattia psoriasica per valutare il rischio cardiovascolare e trattare eventuali alterazioni metaboliche come la dislipidemia e l’iperuricemia. Controllare bene l’infiammazione articolare e cutanea riduce anche il rischio cardiovascolare e metabolico. <br>Nei pazienti con artrite psoriasica il rischio di avere anche una malattia infiammatoria cronica intestinale (Morbo di Crohn o colite ulcerosa) è aumentato rispetto alla popolazione generale, con prevalenza di 1-2%. Se compaiono diarrea cronica, dolore addominale, sangue nelle feci, calo di peso è indicata una valutazione gastroenterologia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="par-4">Quali esami e accertamenti bisogna fare per individuare la patologia?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire danni articolari permanenti e migliorare significativamente la qualità della vita del paziente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La malattia psoriasica non colpisce solo articolazioni e pelle, ha un peso forte anche su umore, relazioni, lavoro e spesso è l’aspetto meno visibile dall’esterno. <strong>Fino al 30-40% dei pazienti ha sintomi depressivi clinicamente significativi.</strong> Il dolore cronico, le lesioni cutanee visibili, l’affaticamento e l’imprevedibilità delle riacutizzazioni logorano, l’infiammazione stessa aumenta i livelli di proteine che influenzano l’umore. Il dolore notturno, la rigidità, prurito cutaneo possono provocare disturbi del sonno e peggiorare stanchezza e aumentare l’irritabilità.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire danni articolari permanenti e migliorare significativamente la qualità della vita del paziente. La diagnosi di artrite psoriasica si basa sulla storia clinica del paziente e sulla valutazione clinica di segni e sintomi. Non esiste un singolo esame che “faccia diagnosi”, il reumatologo valuta i sintomi che il paziente presenta e chiede esami di laboratorio e radiologici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>esami del sangue</strong> servono ad escludere altre malattie, nessuno è specifico per l’artrite psoriasica. Gli indici di infiammazione (VES e Proteina C Reattiva) possono essere alti, ma nel 40% dei casi sono normali. La ricerca dell’antigene HLA-B27 (marcatore genetico) è positiva nel 20-30% dei casi, soprattutto se c’è coinvolgimento della colonna vertebrale. Il Fattore Reumatoide e antiCCP (anti peptidi citrullinati) sono negativi, se positivi fanno pensare di all’artrite reumatoide. È poi necessario valutare l’uricemia per escludere la gotta, che può imitare l’artrite psoriasica. Gli esami di imaging più richiesti sono la <a href="https://www.pazienti.it/contenuti/esami/radiografia" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>radiografia</strong></a><strong>, l’ecografia e la </strong><a href="https://www.pazienti.it/contenuti/esami/risonanza-magnetica" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>risonanza magnetica</strong></a>. La radiografia tradizionale del distretto coinvolto ci permette di individuare la presenza di erosioni articolari e di periostite (produzione di nuovo tessuto osseo), che sono segni tardivi di artrite, cioè compaiono dopo mesi o anni di malattia non adeguatamente trattata e rappresentano un danno permanente dell’articolazione. L’indagine ecografica, invece, permette di esplorare la presenza di infiammazione articolare anche lieve, iniziale o di monitorare l’efficacia della terapia, perché è capace di individuare anche le infiammazioni cosiddette subcliniche, quelle che il paziente non percepisce ancora come dolore o impaccio funzionale. È, quindi, un esame fondamentale, non invasivo, utilissimo per valutare il grado di infiammazione articolare, tendinea e la presenza di piccole erosioni. Inoltre, è un accertamento che può essere eseguito in sede di visita e aiuta il reumatologo a fare la scelta terapeutica più opportuna per il paziente. La risonanza magnetica rappresenta l’accertamento più sensibile e specifico per stabilire la presenza di artrite della colonna vertebrale e delle sacroiliache, mostra l’edema osseo/infiammazione mesi prima che compaia il danno sulla radiografia. Una volta fatta la diagnosi si controllano la pressione arteriosa, il colesterolo, la glicemia, le transaminasi (ci danno indicazioni sullo stato del fegato), la creatinina (studia la funzione dei reni) e l’emocromo per la valutazione del rischio cardiovascolare, gli anticorpi contro il virus dell’epatite B e dell’epatite C e il test quantiferon (positivo in caso  di pregressa malattia tubercolare) in previsione di iniziare una terapia immunosoppressiva (solitamente methotrexato e/o farmaci biologici) specifica per spegnere l’infiammazione e il dolore articolare.”</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="par-5">Artrite psoriasica e stile di vita: quali accorgimenti?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella malattia <strong>psoriasica i farmaci sono indispensabili per spegnere l’infiammazione, prevenire le limitazioni funzionali permanenti e ridurre/eliminare il dolore</strong>. Lo stile di vita sano e attivo contribuisce a mantenere in buona salute le articolazioni, aiuta la terapia farmacologica a funzionare meglio e prolunga i suoi benefici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" width="605" height="402" src="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/pazienti-platform/media_items/files/000/018/027/facebook/artrite_psoriasica.jpg?1778503255" alt="persona-con-artrite-psoriasica"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="par-1">Che cos’è l’artrite psoriasica e a quale età può iniziare a manifestarsi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’<a href="https://www.pazienti.it/contenuti/malattie/artrite-psoriasica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">artrite psoriasica</a> è una patologia infiammatoria cronica articolare, mediata dal sistema immunitario, correlata alla <a href="https://www.pazienti.it/contenuti/malattie/psoriasi" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>psoriasi</strong></a><strong> cutanea o delle unghie</strong>. Può coinvolgere le articolazioni, i tendini, le entesi (i punti di inserzione di legamenti e tendini sull’osso) e la colonna vertebrale. è caratterizzata da <strong>dolore, tumefazione articolare e limitazione funzionale della parte colpita</strong> e deve essere adeguatamente e prontamente trattata per evitare danni permanenti articolari, il dolore cronico e le disabilità motorie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La malattia è presente in circa un terzo dei pazienti affetti da psoriasi o da familiarità di 1° grado per psoriasi (genitori, fratelli e sorelle), maschi e femmine sono colpiti in eguale misura (nei maschi è più frequente il coinvolgimento vertebrale). Nell’85% dei casi la psoriasi cutanea compare prima dell’artrite, nel 5-10 % esordiscono insieme e nel 5-10% l’artrite viene prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati di prevalenza dell’artrite psoriasica nella popolazione generale oscillano tra lo 0.5 e l’1%. Può manifestarsi ad ogni età, ma&nbsp;<strong>più comunemente insorge tra i 30 e i 50 anni</strong>. Può comunque presentarsi in qualsiasi periodo della vita, anche in età pediatrica o dopo i 60 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste una correlazione diretta tra l’attività della psoriasi e quella dell’artrite, quindi la malattia articolare può presentarsi in zone del corpo non colpite dalla psoriasi e manifestarsi in pazienti con psoriasi modesta o minima o addirittura assente.”</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="par-2">Quali sono i primi sintomi della patologia?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La malattia psoriasica è una <strong>condizione multiforme</strong>, che comprende una varietà di manifestazioni cliniche, tra cui <strong>l’artrite</strong>, cioè l’infiammazione delle articolazioni, che si presentano gonfie e doloranti, spesso in modo asimmetrico (ad esempio ginocchio destro e due dita della mano sinistra), l’entesite (l’infiammazione dei tendini vicino alle ossa), la <strong>dattilite</strong> (un dito dei piedi o delle mani tumefatto, cosiddetto “dito a salsicciotto”), la <strong>psoriasi cutanea e ungueale, la spondilite </strong>(l’infiammazione della colonna vertebrale e del bacino), le manifestazioni extrareumatologiche e extradermatologiche come <strong>l’uveite</strong> (l’infiammazione degli occhi) e la <strong>malattia infiammatoria intestinale</strong>, ma anche comorbidità come le malattie cardiovascolari e condizioni psicosociali come i disturbi del sonno, ansia e depressione, un’immagine negativa del proprio corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi sintomi sono spesso subdoli e possono essere sottostimati, quelli più precoci sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rigidità mattutina maggiore di 30 minuti in particolare a mani e piedi che migliora con il movimento</li>



<li>Dolore e gonfiore di una o due dita (dattilite), magari solo un dito del piede e della mano, caldo e dolente</li>



<li>Dolore e gonfiore di una o più piccole articolazioni delle mani, in particolare le articolazioni interfalangee distali (l’ultima articolazione della mano subito sotto all’unghia), con difficoltà ad abbottonarsi la camicia, a chiudere le mani a pugno, ad allacciarsi le scarpe.</li>



<li>Improvviso dolore e tumefazione di un ginocchio. La monoartrite di ginocchio rappresenta una delle più frequenti manifestazioni di esordio dell’artrite psoriasica.</li>



<li>Dolore al tallone o alla pianta dei piedi. L’entesite del tendine di Achille o della fascia plantare porta ad avere dolore in particolare al mattino ai primi passi.</li>



<li>Dolore lombare notturno. La lombalgia infiammatoria porta ad avere dolore e rigidità alla parte bassa della schiena a riposo, durante la notte e al risveglio con necessità di alzarsi dal letto e muoversi per ridurre l’intensità del dolore, spesso insorge prima dei 40 anni.</li>



<li>Spossatezza sproporzionata, che non passa con il riposo, legata all’infiammazione.</li>



<li>Alterazioni delle unghie: piccoli buchini (pitting), unghia che si solleva, ispessimento. Queste alterazioni sono presenti nell’80% dei pazienti psoriasici che sviluppano l’artrite.”</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="par-3">Quali sono i rischi dell’artrite psoriasica?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se non viene diagnosticata e trattata per tempo, l’artrite psoriasica può dare <strong>complicanze sia articolari sia sistemiche </strong>(che coinvolgono altri organi e tessuti dell’organismo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello articolare l’artrite attiva persistente può portare ad erosioni della cartilagine e dell’osso e a deformità dell’articolazione con sviluppo di&nbsp;<strong>danni irreversibili e limitazioni funzionali</strong>&nbsp;già nei primi anni dalla comparsa dei sintomi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni casi l’artrite può associarsi a patologie infiammatorie dell’occhio come&nbsp;<a href="https://www.pazienti.it/contenuti/malattie/uveite" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’uveite</a>, cioè un’infiammazione interna dell’occhio che causa dolore, arrossamento, fotofobia (eccessiva sensibilità degli occhi alla luce) e se trascurata può portare a danni permanenti della vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I pazienti affetti da artrite psoriasica presentano, inoltre, una&nbsp;<strong>maggiore incidenza di sindrome metabolica</strong>&nbsp;(sovrappeso, ipertensione arteriosa, aumento della glicemia dell’uricemia) e di&nbsp;<strong>patologie cardiovascolari</strong>&nbsp;(infarto del miocardio e ictus cerebrale). Le malattie cardiovascolari rappresentano la più importante causa di mortalità e morbilità nei pazienti con malattia psoriasica. Il coinvolgimento del sistema vascolare è stato attribuito alla disfunzione/danno della parete dei vasi sanguigni causato dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolari (fumo di sigaretta, inattività fisica, obesità, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete), dall’infiammazione cronica e dai cambiamenti del sistema immunitario legati all’artrite e alla psoriasi che possono accelerare il processo di aterosclerosi. Quindi la valutazione cardiologica è raccomandata in tutti i pazienti con malattia psoriasica per valutare il rischio cardiovascolare e trattare eventuali alterazioni metaboliche come la dislipidemia e l’iperuricemia. Controllare bene l’infiammazione articolare e cutanea riduce anche il rischio cardiovascolare e metabolico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei pazienti con artrite psoriasica il rischio di avere anche una malattia infiammatoria cronica intestinale (Morbo di Crohn o colite ulcerosa) è aumentato rispetto alla popolazione generale, con prevalenza di 1-2%. Se compaiono diarrea cronica, dolore addominale, sangue nelle feci, calo di peso è indicata una valutazione gastroenterologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La malattia psoriasica non colpisce solo articolazioni e pelle, ha un peso forte anche su umore, relazioni, lavoro e spesso è l’aspetto meno visibile dall’esterno.&nbsp;<strong>Fino al 30-40% dei pazienti ha sintomi depressivi clinicamente significativi.</strong>&nbsp;Il dolore cronico, le lesioni cutanee visibili, l’affaticamento e l’imprevedibilità delle riacutizzazioni logorano, l’infiammazione stessa aumenta i livelli di proteine che influenzano l’umore. Il dolore notturno, la rigidità, prurito cutaneo possono provocare disturbi del sonno e peggiorare stanchezza e aumentare l’irritabilità.”</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="par-4">Quali esami e accertamenti bisogna fare per individuare la patologia?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire danni articolari permanenti e migliorare significativamente la qualità della vita del paziente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La diagnosi di artrite psoriasica si basa sulla storia clinica del paziente e sulla valutazione clinica di segni e sintomi. Non esiste un singolo esame che “faccia diagnosi”, il reumatologo valuta i sintomi che il paziente presenta e chiede esami di laboratorio e radiologici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli&nbsp;<strong>esami del sangue</strong>&nbsp;servono ad escludere altre malattie, nessuno è specifico per l’artrite psoriasica. Gli indici di infiammazione (VES e Proteina C Reattiva) possono essere alti, ma nel 40% dei casi sono normali. La ricerca dell’antigene HLA-B27 (marcatore genetico) è positiva nel 20-30% dei casi, soprattutto se c’è coinvolgimento della colonna vertebrale. Il Fattore Reumatoide e antiCCP (anti peptidi citrullinati) sono negativi, se positivi fanno pensare di all’artrite reumatoide. È poi necessario valutare l’uricemia per escludere la gotta, che può imitare l’artrite psoriasica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esami di imaging più richiesti sono la&nbsp;<a href="https://www.pazienti.it/contenuti/esami/radiografia" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>radiografia</strong></a><strong>, l’ecografia e la&nbsp;</strong><a href="https://www.pazienti.it/contenuti/esami/risonanza-magnetica" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>risonanza magnetica</strong></a>. La radiografia tradizionale del distretto coinvolto ci permette di individuare la presenza di erosioni articolari e di periostite (produzione di nuovo tessuto osseo), che sono segni tardivi di artrite, cioè compaiono dopo mesi o anni di malattia non adeguatamente trattata e rappresentano un danno permanente dell’articolazione. L’indagine ecografica, invece, permette di esplorare la presenza di infiammazione articolare anche lieve, iniziale o di monitorare l’efficacia della terapia, perché è capace di individuare anche le infiammazioni cosiddette subcliniche, quelle che il paziente non percepisce ancora come dolore o impaccio funzionale. È, quindi, un esame fondamentale, non invasivo, utilissimo per valutare il grado di infiammazione articolare, tendinea e la presenza di piccole erosioni. Inoltre, è un accertamento che può essere eseguito in sede di visita e aiuta il reumatologo a fare la scelta terapeutica più opportuna per il paziente. La risonanza magnetica rappresenta l’accertamento più sensibile e specifico per stabilire la presenza di artrite della colonna vertebrale e delle sacroiliache, mostra l’edema osseo/infiammazione mesi prima che compaia il danno sulla radiografia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta fatta la diagnosi si controllano la pressione arteriosa, il colesterolo, la glicemia, le transaminasi (ci danno indicazioni sullo stato del fegato), la creatinina (studia la funzione dei reni) e l’emocromo per la valutazione del rischio cardiovascolare, gli anticorpi contro il virus dell’epatite B e dell’epatite C e il test quantiferon (positivo in caso &nbsp;di pregressa malattia tubercolare) in previsione di iniziare una terapia immunosoppressiva (solitamente methotrexato e/o farmaci biologici) specifica per spegnere l’infiammazione e il dolore articolare.”</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="par-5">Artrite psoriasica e stile di vita: quali accorgimenti?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella malattia <strong>psoriasica i farmaci sono indispensabili per spegnere l’infiammazione, prevenire le limitazioni funzionali permanenti e ridurre/eliminare il dolore</strong>. Lo stile di vita sano e attivo contribuisce a mantenere in buona salute le articolazioni, aiuta la terapia farmacologica a funzionare meglio e prolunga i suoi benefici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>movimento</strong>, inteso come attività fisica costante e moderata, è considerata terapia indispensabile per prevenire le malattie degenerative come l’artrosi, che spesso si associano all’artrite con l’avanzare dell’età.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il reumatologo consiglia&nbsp;<strong>esercizio fisico regolare e a basso impatto come ginnastica in acqua e nuoto, bicicletta o cyclette, camminata veloce, almeno 3-4 volte alla settimana</strong>&nbsp;(circa 200 minuti a settimana). La regola principale è quella di muoversi anche tutti i giorni, ma di rispettare il dolore e quindi rallentare o fermarsi quando si inizia ad avere dolore articolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda l’alimentazione “antinfiammatoria”, è importante osservare i seguenti accorgimenti:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Latticini</strong>: latte, yogurt, parmigiano contengono peptidi bioattivi, lattoferrina, vitamina D, calcio che hanno effetti antiossidanti e antinfiammatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dieta mediterranea</strong>: tanta verdura di stagione, frutta fresca, legumi, pesce azzurro, olio extravergine di oliva, frutta secca, farine non raffinate, meglio se macinate a pietra. Riduce i livelli di Proteina C Reattiva, riduce il rischio cardiovascolare, favorisce l’apporto di calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.pazienti.it/contenuti/valori-nutrizionali/omega-3" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Omega-3</strong></a>: salmone, sgombro, sardine, da assumere 2-3 volte alla settimana. Possono ridurre dolore e infiammazione articolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Limitare il consumo di zuccheri, alcol, carni rosse/lavorate, fritti, bevande gassate e zuccherate</strong>. Favoriscono l’infiammazione e peggiorano anche la psoriasi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.pazienti.it/contenuti/valori-nutrizionali/glutine" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Glutine</strong></a>: se non si ha una diagnosi di celiachia confermata con biopsia non bisogna eliminarlo, ma un consumo eccessivo, nelle persone sensibili e predisposte, può portare ad un aumento dello stress ossidativo e ad un’infiammazione intestinale di basso grado che può peggiorare la qualità di vita dei pazienti con malattia psoriasica. Pertanto è preferibile usare farine di farro, segale, orzo, avena che hanno un minor contenuto di glutine, da alternare con farine di riso, mais, grano saraceno, legumi che sono prive di glutine. Stile di vita sano significa anche&nbsp;<a href="https://www.pazienti.it/news-di-salute/arriva-la-pillola-che-aiuta-a-smettere-di-fumare-sigarette-elettroniche-24042025" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>smettere di fumare</strong></a>. Il fumo di sigaretta, infatti, peggiora sia la psoriasi che l’artrite, aumenta il rischio cardiovascolare e rende i farmaci meno efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il <a href="https://www.pazienti.it/news-di-salute/alcol-e-binge-drinking-anche-gli-eccessi-occasionali-possono-essere-un-danno-08042026" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>consumo di alcol</strong></a>, in caso di terapia con methotrexato è consigliabile non assumerlo proprio per il <strong>rischio di tossicità epatica</strong>. In generale, l’alcol aumenta il rischio di riacutizzazioni cutanee e interagisce con i farmaci, si raccomanda di non assumere più di un bicchiere di vino o birra al giorno e di evitare i superalcolici. Infine, molto importante è la <strong>gestione dello stress</strong>, perché infiammazione e stress si alimentano a vicenda. Stress psico-fisici sono fattori scatenanti della psoriasi e dell’artrite, praticare quotidianamente la mindfulness, esercizi di respirazione, avere tempo per dedicarsi ai propri hobby e una buona qualità e quantità di sonno aiutano a prevenire i danni provocati dello stress. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.pazienti.it/news-di-salute/rigidita-mattutina-e-dolore-alle-mani-possono-essere-sintomi-di-artrite-psoriasica-parla-la-specialista-11052026">https://www.pazienti.it/news-di-salute/rigidita-mattutina-e-dolore-alle-mani-possono-essere-sintomi-di-artrite-psoriasica-parla-la-specialista-11052026</a></p>



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		<title>IL NUOVO SISTEMA DI GARANZIA (NSG)per IL MONITORAGGIO DEI LEA</title>
		<link>https://www.apiafco.org/il-nuovo-sistema-di-garanzia-nsgper-il-monitoraggio-dei-lea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 14:46:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news-dermatite]]></category>
		<category><![CDATA[news-eczema]]></category>
		<category><![CDATA[news-pso]]></category>
		<category><![CDATA[news-vitiligine]]></category>
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<div class="wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph">È uno strumento istituzionale attraverso il quale il Ministero della Salute <strong>misura, monitora e valuta il grado di esigibilità dei livelli essenziali di assistenza (LEA) </strong>e cioè le prestazioni sanitarie che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale</p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph">Introdotti dal decreto legislativo del 30 dicembre 1992 definiti con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri&nbsp; il 29 novembre 2001 e riformati con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2008 . Al settembre 2016 non erano ancora stato definito un sistema uniforme sul territorio nazionale &nbsp;Successivamente, il DPCM del 12 gennaio 2017&nbsp; introdusse l&#8217;obbligatorietà di un aggiornamento dei LEA a cadenza annuale !!!</p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph">I livelli essenziali di assistenza introdotti nel 2017 sono stati implementati dalle regioni <strong>solamente</strong> <strong>nel gennaio 2025</strong>. Un nuovo aggiornamento è arrivato <strong>nell&#8217;ottobre 2025</strong> ed è stato deliberato dalla Conferenza Stato-Regioni: &nbsp;A seguito della <strong>riforma del Titolo V della Costituzione</strong>, la responsabilità della tutela della salute è diventata materia concorrente tra Stato e Regioni. Queste ultime organizzano i servizi ed erogano i LEA sul proprio territorio, assicurando che le prestazioni essenziali siano effettivamente disponibili a tutti, sulla base della programmazione nazionale.</p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph">L’aggiornamento continuativo dei LEA è un passo importante per integrare l’innovazione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche&nbsp;nella sanità pubblica, &nbsp;espandere i programmi di prevenzione e diagnosi precoce e, quindi,&nbsp;<strong>migliorare la qualità di vita</strong>&nbsp;della popolazione.</p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nella fase di conversione in atti concreti, però, è emersa la necessità di distinguere tra misure già coperte dalle risorse SSN esistenti (&#8220;iso-risorse&#8221;)tutti interventi di classificazione e riordino che non aumentano la spesa. e quelle che richiedono stanziamenti aggiuntivi, come previsto dalla L. 208/2015 (commi 558-559) che stabilisce la possibilità di fare ricorso a un decreto ministeriale (DM) per gli aggiornamenti senza oneri e a un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) per quelli con nuove coperture (200 milioni annui L. 234/2021).&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph">L’entrata in vigore del decreto iso-risorse è attesa tra maggio e giugno 2026, con la possibilità di uno slittamento al 1° luglio per consentire alle Regioni l&#8217;adeguamento organizzativo.</p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il DPCM con nuove risorse seguirà un iter più articolato rispetto al DM iso-risorse</strong>: prima una nuova intesa in Conferenza Stato-Regioni per definire il pacchetto definitivo di prestazioni (come previsto dall&#8217;art. 8 del DPCM 12 gennaio 2017), poi la verifica della copertura finanziaria specifica richiesta dalla L. 208/2015 comma 559 per gli aggiornamenti che generano oneri aggiuntivi rispetto ai fondi già stanziati con la L. 234/2021 – tramite legge di bilancio, rifinanziamento del Fondo Sanitario Nazionale o decreto-legge dedicato – e l&#8217;approvazione formale da parte del Consiglio dei Ministri. Infine la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.</p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph">L’entrata in vigore del decreto è essenziale per garantire la piena erogazione dei nuovi LEA su tutto il territorio nazionale dopo, di fatto, oltre nove anni di attesa. “Nuovi”, ma già vecchi.</p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sul fronte delle malattie croniche e invalidanti, il decreto non introduce nuovi codici di esenzione.</p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph">Attendiamo la pubblicazione del decreto “con nuove risorse” ma pare che le nostre richieste per ampliamento del codice 045 per psoriasi a placche e un nuovo codice per dermatite atopica non saranno soddisfatte.</p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per le malattie della pelle al momento abbiamo solo il codice 045 , e verrà introdotto un codice per l’Idrosadenite Cronica Suppurativa, &nbsp;&nbsp;limitatamente allo stadio III di Hurley.</p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Tenuto conto che si valuta ci siano almeno 20 milioni di persone con patologie dermatologiche, possiamo ben dire che  equità, eguaglianza giustizia imparzialità non le troviamo nei LEA</strong>.</p>



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</div>



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		<title>Ebook &#8211; Eczema cronico delle mani</title>
		<link>https://www.apiafco.org/ebook-eczema-cronico-delle-mani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 12:59:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[e-book]]></category>
		<category><![CDATA[e-book-eczema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto quello che c'è da sapere.</p>
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		<title>LUISA</title>
		<link>https://www.apiafco.org/luisa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:03:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[testimonianze-eczema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Puoi raccontarci qualcosa di te? Sono Luisa, ho 48 anni e faccio la parrucchiera da quasi trent’anni. È sempre stato [&#8230;]</p>
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									<h2 class="wp-block-heading"><strong>Puoi raccontarci qualcosa di te?</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Sono Luisa, ho 48 anni e faccio la parrucchiera da quasi trent’anni. È sempre stato il mio lavoro, ma anche una passione. Mi piace il contatto con le persone, parlarci, prendermi cura di loro…</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando è iniziato l’eczema?</strong></h2>
<p>Era il 1997. All’inizio non ci ho dato peso. Poi però è peggiorato. Il prurito è diventato più frequente, la pelle ha iniziato a irritarsi sempre di più e a un certo punto non passava più davvero.</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ti ricordi quando hai capito che non era solo irritazione?</strong></h2>
<!-- /wp:heading --><!-- wp:paragraph -->
<p>Quando ho capito che anche il lunedì o in vacanza le mani restavano così, lì ho iniziato a preoccuparmi.</p>
<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:heading -->
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa succede alle tue mani durante una giornata tipo?</strong></h2>
<p>Le lavo continuamente, passo da un prodotto all’altro, asciugo, ricomincio. A fine giornata sento la pelle che tira, che brucia. Nei periodi peggiori si ispessisce, si screpola, e a volte si aprono dei tagli.</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanto incide sul tuo lavoro?</strong></h2>
<!-- /wp:heading --><!-- wp:paragraph -->
<p>Tanto. Perché è un lavoro che fai completamente con le mani. Quando fanno male o sono infiammate, ti senti meno sicura, più lenta. E non puoi fermarti facilmente, perché hai sempre clienti e tempi da rispettare.</p>
<!-- /wp:paragraph --><!-- wp:heading -->
<h2 class="wp-block-heading"><strong>E dal punto di vista emotivo?</strong></h2>
<p>È frustrante. Anche perché le mani sono sempre esposte: lavoro a contatto con le persone, non posso nasconderle. A volte mi sento a disagio, mi chiedo se i clienti lo notino, cosa pensano&#8230;</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa diresti a chi si trova nella tua stessa situazione?</strong></h2>
<!-- /wp:heading --><!-- wp:paragraph -->
<p>Di non aspettare troppo e andare subito a fare una visita. Perché all’inizio sembra normale, quasi inevitabile in questo lavoro. Ma prima lo prendi sul serio, prima riesci ad avere una diagnosi e a sapere con cosa hai a che fare e come conviverci.</p>
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		<title>DAVIDE</title>
		<link>https://www.apiafco.org/davide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 05:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[testimonianze-eczema]]></category>
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									<p></p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Puoi raccontarci qualcosa di te?</strong></h2>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">Mi chiamo Davide, ho 24 anni e vivo a Bologna. Nella vita faccio il meccanico, anzi direi che sono un meccanico dato che passo più tempo in officina che a casa!</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando hai scoperto di avere problemi alle mani?</strong></h2>
<p>Circa tre anni fa. All’inizio erano solo mani secche e arrossate, pensavo sarebbe passato in fretta. Poi sono arrivati il prurito e le prime fissurazioni, e ho capito che non era solo una cosa passeggera legata lavoro.</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa succede alle tue mani nei momenti peggiori?</strong></h2>

<p class="wp-block-paragraph">La pelle si ispessisce, si screpola, a volte si aprono dei piccoli tagli che fanno male anche senza toccarli. Il prurito è continuo. Ci sono giorni in cui anche stringere un attrezzo o fare presa è difficile.</p>

<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che ruolo ha il lavoro nella tua condizione?</strong></h2>
<p>È centrale. In officina sono sempre a contatto con oli, metalli e sostanze varie, sicuramente la cosa non mi aiuta.</p>
<p>Mi hanno spiegato che tutte queste esposizioni possono danneggiare la barriera cutanea e renderla sempre più fragile, purtroppo però con questo lavoro è difficile prendere accorgimenti.</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanto incide sulla tua vita quotidiana?</strong></h2>

<p class="wp-block-paragraph">Tanto. Quando hai dolore o prurito costante te ne accorgi in ogni gesto.</p>

<h2 class="wp-block-heading"><strong>Hai mai pensato di cambiare lavoro?</strong></h2>

<p class="wp-block-paragraph">Sì, nei momenti peggiori sì. Ed è una cosa che mi pesa, perché sono cresciuto con i motori e non riesco a pensarmi lontano da loro.</p>

<h2 class="wp-block-heading"><strong>E dal punto di vista emotivo?</strong></h2>

<p class="wp-block-paragraph">È frustrante. Le mani si vedono sempre e qualcuno pensa che sia solo pelle secca. Altri chiedono se è contagioso… una rottura.</p>

<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come lo stai gestendo oggi?</strong></h2>

<p class="wp-block-paragraph">Sto cercando di proteggere di più le mani e di seguire un percorso con il dermatologo. Ho capito che non posso ignorarlo: è qualcosa che devo gestire nel tempo.</p>

<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa diresti a chi si trova nella tua stessa situazione?</strong></h2>

<p class="wp-block-paragraph">Di non sottovalutare i primi segnali. Io l’ho fatto. E invece capire subito cosa lo provoca può fare davvero la differenza.</p>
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